
Ah! Il
piacere femminile... quale mistero! Si potrebbe dedicargli un intero blog e non si esaurirebbe l’argomento. Forse c’entra anche il fatto che mentre il piacere maschile è prevalentemente visivo (e non vi scaldate subito, ho detto
prevalentemente!), quello femminile è più mentale e dunque, per fortuna o per sfortuna, molto più difficile da comprendere e soddisfare. Molto
spiritosi i maschietti che si divertono a deriderci perché noi donne nei film porno cerchiamo sempre di seguire
la trama! In realtà è perfettamente logico se si pensa che una donna è molto più intrigata da una circostanza, da una situazione erotica che dal vedere un corpo nudo o l’atto sessuale in sé. Ora io mi chiedo: è per questa difficoltà nello scoprire cosa piace a ogni singola donna che l’uomo ha sviluppato questa
deprecabile forma di pigrizia nel concederci un cunnilinguo in grazia di dio? Perché per un uomo è così ovvio e scontato quanto possa essere gradito un bel pompino e non invece quanto una donna possa essere lieta di ricevere a sua volta siffatta attenzione e dedizione? E non venitemi a dire che i tempi di maturazione dell’orgasmo clitorideo sono troppo lunghi e delicati perché, cari maschietti che amate tanto i film d’azione e d’avventura, è proprio questo a rendere
l’impresa eroica e dunque meritevole una volta che si raggiunge lo scopo. Vorrei quindi innanzitutto cogliere l’occasione e ringraziare di esistere quegli
esemplari di maschio, e ce ne sono, che non concepiscono la santaleccata come un
preliminare (parola da cancellare dal vocabolario sessuale), come un
obbligo da parità dei sessi sotto le lenzuola, o come un
lubrificante a portata di bocca, ma come un vero e proprio
piacere in sé per sé, e ci si appassionano al punto da farci dimenticare tutta quella serie di retaggi di razionalità che ci impediscono di lasciarci andare completamente a un orgasmo di pazzesca intensità come quello clitorideo...