DA SPOSA A PUTTANA
per 30 denari d'orgoglio

Cari amici e amiche, riecco uno scottante argomento in tema con questo blog, e cioe' la facilita' con cui molti uomini trasformano in pochi secondi quella che fino a un attimo prima era stata la fulgida donna amata, in una qualsiasi pompinara da 4 soldi. Innanzitutto massimo rispetto per le sorelle puttane, soprattutto per quelle che per motivi di eta' avanzata, aspetto non competitivo, papponi senza scrupoli, sono costrette a svendere i loro servizi al di sotto dei prezzi di mercato.
Stabilita questa importante premessa, la domanda e': come mai anche uomini intelligenti e sensibili, individui colti, o incontestabilmente adulti, quando soffrono per amore di una donna, sono disposti in una frazione di secondo a barattare la visione lucida della realta', il rispetto per la donna amata, con il banale appellativo: MIGNOTTA?

Chiariamo, non e' a mio parere una questione di colpe, perche' si sa, errori ne facciamo tutti, e come ha detto qualcuno proprio a proposito di mignotte: chi e' senza peccato scagli la prima pietra. Escludiamo dunque i casi in cui sia facile stabilire la responsabilita' della donna, perche' sarebbe troppo facile rispondere superficialmente, e includiamo invece i casi, frequentissimi a mio parere, in cui per esempio, semplicemente per essere stati lasciati, i maschietti (o il loro orgoglio), incapaci di accettare il rifiuto, si attaccano al primo pretesto disponibile per attaccare, smerdare, ricoprire di improperi quella che fino ad un attimo prima era la fulgida pulzella oggetto privilegiato del loro dichiarato e incondizionato AMORE.
Amore.. ecco, qui viene il nocciuolo della questione: e' amore secondo voi lasciare che la rabbia e l'orgoglio ferito vincano il rispetto per l'altra sfociando in una ed una sola parola: MIGNOTTA? Io la trovo una cosa piuttosto puerile, a 17 anni si puo' capire, ma dopo una certa eta' inizia ad essere un retaggio da societa' patriarcale cronicizzato, ragazzi miei: e' una zavorra.
Esiste pero', e bisogna ammetterla, una sorta di attenuante per questi iracondi maschietti, e cioe' il fatto concretissimo che soffrire per amore e' una delle cose piu' dolorose che ci siano (dopo i depilatori elettrici naturalmente), e che amare una persona che non si puo' avere, o che, molto peggio, non si puo' avere piu', e' una delle piu' potenti malattie dell'animo (dopo la dipendenza da play station naturalmente). MA, la domanda resta la stessa: questo dolore puo' giustificare il fare della donna amata l'unico e solo bersaglio della furia dell'amante ferito? Io credo di no. Questa e' solo la maniera piu' immediata e disponibile per veicolare la propria rabbia, e' semplicemente la via piu' facile, e per questo forse degna dell'indulgenza che a noi presunte mignotte e' preclusa.
A me e' successo diverse volte di essere onorata da tali invidiabili appellativi, una l'ho raccontata in un post precedente (vedi 6 agosto): lui m'ha detto troia, io gli ho mollato una sberla e lui un calcio in culo mentre cercavo di sgattaiolare via. Anche qui vedete? Sempre due a uno e' finita, perche' la verita' e' che non esiste risposta a queste affermazioni, che sono ben fuori da una comunicazione tra persone che sia minimamente fertile, perche' e' vero che la rabbia a volte puo' essere fonte di chiarimento, ma non in casi come questi, in cui a parlare secondo me non e' il cuore ferito, ma l'orgoglio, e cioe', seguitemi:
E' come se il cuore che soffre, spostasse la massa dolorifica in zona orgoglio, per permetterle di sfogare, perche' non c'e' cuore, non c'e' amore che desideri veramente dire o fare del male a una persona che si ama, o anche semplicemente a cui si vuol bene, ne' per rabbia ne' per nessun altro motivo. E' vero, capita continuamente che persone che si amano si facciamo male, ma senza volerlo, e subito se ne dispiacciono, quello in questione pero' e' un altro caso, qui stiamo parlando dello stereotipo dell'uomo che si sente cornuto pure se non lo e' e della donna che e' chiamata mignotta pure se non e' del mestiere.
Pero' una vanteria non resisto, me la concedo: ovviamente a molte donne che stanno leggendo e' capitato una volta o l'altra di sentirsi dire: zoccola, mignotta, puttana, troia, bagassa, battona, pompinara, succhiacazzi, e compagnia bella, ma a quante di voi e' stata in proposito dedicata addirittura un'immagine elaborata di cio'?:
- e allora mi ci metto pure io in fila fra quelli che se lo vorrebbero far ciucciare da te
..no, dico, un poeta.
CONCLUDENDO
Mi rivolgo a voi, Donne! E' arrivato l'arrotino! Si riparano: forbici! Ombrelli! Cucine a gas! (..scusate, non ho resistito, troppo figo l'arrotino, davvero un mestiere da proteggere)
Dicevo, donne: raccontatemi le figure retoriche, gli orpelli letterari, gli stilismi poetici che nella vostra esperienza hanno espresso brillantemente il concetto sopra trattato.
E voi maschietti che leggete, ditemi: il vostro livello di consapevolezza supera o agogna la soglia al di sopra della quale ci si evitano finalmente queste inutili guerre, e soprattutto questa subdola forma di codardia travestita da coraggio?