Vibratore fai da te
Stavolta mi sono documentata per davvero, ho condotto una ricerca sul campo ed ho scovato l’ennesima iniquità da render nota perché sia fatta giustizia: i vibratori costano troppo.
Investita della professionalità di un ricercatore serio, e fornita di una più che rispettabile tesi da andare a verificare, mi sono recata quest’oggi in un porno-shop, lo ammetto, per la prima volta...
Mi sono preparata psicologicamente parlando con me stessa: “Allora Carolina, è ovvio e scontato che si tratta di un negozio come un altro, e cioè non sarebbe una gioia neanche per il titolare del negozio quindi non accadrà mai che a 10 secondi dal tuo ingresso ti stuprino dietro il bancone. Dignità dunque, e cioè evita di giustificarti con scuse di certo obsolete tipo è un regalo per un’amica e quant’altro una vigliacca e inutile coda di paglia ti suggerisca. Dunque, non ci pensare e fai questa cosa che poi la scrivi sul blog e sarà un bene per l’umanità intiera”.
Il negozio si trova in un vicolo un po’ nascosto ma in una zona centrale di Roma, la porta è chiusa e l’assenza di vetrine non permette di sbirciare all’interno. Non ci penso un attimo (sennò ci ripenso) e suono il campanello. La porta si apre sinistramente da sola. Scendo alcuni scalini e mi trovo all’interno. Vuoto. C’è solo il commesso alla cassa, che culo! Saluto come se fossi entrata dal tabaccaio: cordiale e sorridente, dignità perbacco! Anche lui mi guarda negli occhi e mi saluta tranquillo con un sorriso accennato, a ripensarci davvero un volto rassicurante, sarà che la distorsione di non sapere m’aveva fatto immaginare chissà quale viscidone laido dal piede caprino, ma giuro che questo tizio come psicologo avrebbe un futuro, e probabilmente guadagnerebbe di più.
Supero la zona video, individuo immediatamente lo scomparto vibratori e falli artificiali (impossibile non notarlo!) ma devio un po’ vigliaccamente in zona lingerie, sperando invano di mettere fumo negli occhi al commesso che invece probabilmente conosce a menadito le dinamiche del pudore da porno shop... Ah, però! Che slip, che corpetti, ma guarda, ci sono pure dei vestitini, persino un completino da infermiera (giocare al dottore! il più erotico dei giochi infantili!), una tutina nera tipo cat woman ma trasparente ovunque, e dulcis in fundo un copricapo da suora! Il mondo è sempre lo stesso, e oggi capisco meglio il clamoroso successo di Uccelli di rovo (titolo peraltro mirabilmente calzante), per non parlare dei Promessi sposi! Secondo voi avrebbero avuto lo stesso clamoroso e inspiegabile successo senza la conturbante storia della Monaca di Monza? Un romanzo soporifero in cui svetta improvvisamente la bellezza struggente del personaggio di Gertrude, per certi versi una pornoromantica ante litteram!
Ma ora basta, mi sto distraendo dalla mia missione, mi avvicino dunque finalmente alla meta.. Gente, c’è veramente di tutto, dagli anonimi “massaggiatori facciali” spacciati dai cataloghi tipo postalmarket ai doppi piselli anal e vaginal al tempo stesso, fino a falli di dimensioni così spropositate e inquietanti che fanno male solo a guardarli. In questa ricca fiera dell’erezione alla fine ho trovato quello che cercavo: vibratori classici, a forma di pene, possibilmente morbidi in superficie, di un certo spessore e dalla vibrazione regolabile, e magari a un prezzo accettabile.. MAGARI! I prezzi per un vibratore da me considerato desiderabile partivano dai 40 euro in su. Ma figuriamoci, quanto sarà costato questo coso che certo non è artigianale e che necessita di un congegno elettrico di inaudita semplicità? A occhio e croce 5 euro, e io che sono entrata con tanto contegno: ma che fate, mi prendete per il culo?
Allora m’è venuta un’idea. Sono andata al supermercato e ho acquistato uno spazzolino da denti elettrico.. Poi al negozio di giocattoli all’angolo: "Avete mica del Pongo? Maddai esiste ancora? No la scatola completa è troppo, mi serve per fare dei giochi di composizione, con altri materiali, coi bambini.." (COME NO!! E' incredibile: conservo più dignità in un porno shop che in un negozio di giocattoli). I preservativi a casa ce li avevo già, e così appena sono tornata mi sono messa al lavoro e ho creato un delizioso piccolo Frankenstein, uno schiavetto d’amore, un instancabile collaboratore domestico da tenere nel cassetto e tirar fuori quando ne ho voglia, e tutto spendendo pochi euro!
Ricapitolando:
- spazzolino da denti elettrico . . . . . . . 7 euro
- confezione base di Pongo . . . . . . . . 2,50 euro
- un preservativo . . . . . . . . . appross. 1,33 euro
Totale: 10,83 euro, in cambio di tanta goduria!
Come al solito il mercato del sesso si approfitta del clima di terrore sulla masturbazione per alzare i prezzi a dismisura, e allora torniamo alla sana manualità e fabbrichiamocelo questo marchingegno del piacere! Ci costa solo 10 euro!! E rispetto ai vibratori acquistati a caro prezzo nei negozi ha un vantaggio pazzesco, incomparabile: possiamo dargli la forma che preferiamo!!
Per non parlare di quanto si abbasserebbero i prezzi dei vibratori sul mercato se questa mia invenzione così facile da realizzare prendesse davvero piede tra le casalinghe di tutto il mondo.. Insomma gente, realizziamo il vibratore dei nostri sogni con le nostre mani, trasformiamo il sogno in realtà, che quando si abbassano i prezzi andiamo alle svendite e ci compriamo il modello King Deluxe a due lire.
A questo punto è un mio preciso dovere dire qualcosa a discapito dei pregiudizi insulsi contro l’autoerotismo. Lettori e lettrici: basta con la stronzata che masturbarsi è da sfigati! Questo dono non può esserci stato dato per nulla, blasfemo sarebbe astenersi! Far godere il proprio corpo non può essere una cosa negativa in sé per sé, basta solo non smettere mai di volersi bene. Per esempio, giusto per citare solo alcuni dei molti pregi e vantaggi di questa sublime quanto sottovalutata pratica:
1. la masturbazione permette di conoscere e approfondire il rapporto con il proprio corpo, cosa che crea un notevole valore aggiunto nel sesso con altri;
2. la masturbazione scongiura il manifestarsi di nevrosi da astinenza sessuale prolungata: da quando ho scoperto di potermi provocare orgasmi da sola sopravvivo anche dei mesi senza trombare (una volta quasi due anni, non c'è nulla di cui vergognarsi) ma senza farmi venire l'esaurimento o le squame;
3. e come se questo non bastasse la masturbazione è un'efficacissima cura per l’insonnia e per il mal di testa, basta con le pasticche, curiamoci al naturale contro lo stress della vita quotidiana!
Dunque, concludendo: chi fa da se fa per tre. E non c’è niente di male se uno dei tre è un bel vibratore fatto in casa sulla misura esatta dei nostri desideri. Buon divertimento!