Il Teorema della Seduzione
(Ferradini, salvaci tu)
Ultimamente ho fatto caso al fatto che purtroppo nelle chiacchiere da muretto, in giro per la rete e non ultimo tra i commenti di questo blog (uno dei quali mi ha ispirato questo scritto) ancora ci si aggrappa alla pia illusione che un decalogo della seduzione possa aiutare a rimorchiare, che seguendo cioè una serie più o meno precisa di dritte si va a “botta” sicura. Ma quanto siamo pigri noi esseri umani? Che pur di non reinventarci attimo dopo attimo, pur di non rischiare sulle nostre emozioni più vere ci rifugiamo dietro maschere preconfezionate che ci illudono di pararci il culo mentre giorno dopo giorno ci fottono la naturalezza interattiva e in modo sempre più irreversibile? Per fortuna questi pseudo-vademecum del cuccatore doc si basano su una serie talmente insulsa di luoghi comuni da sfondare automaticamente la soglia oltre la quale qualcosa non solo è una grandissima cazzata, ma si trasforma in trash duro e puro, fonte certa di inconsapevole idiozia e involontaria comicità, altro che film della Troma! Il Vendicatore Tossico è un’operazione macchinosa e contorta paragonato a questi fulgidi teoreti della seduzione, a questi ignari geni del trash. Per farvi capire cosa intendo eccovi alcuni del più comuni luoghi comuni su piazza:
La Donna, per sedurre a botta sicura:
1) non deve mai dire di si ma sempre di NI
2) deve mostrarsi ingenua salvo poi rivelarsi una tigre a letto (com’era il detto? vergine in piazza, moglie in cucina, puttana in camera da letto?)
3) deve essere sempre sorridente e affabile, sì insomma non deve rompere i coglioni
4) deve lasciarsi condurre dal maschio, farlo sentire (e soprattutto apparire) il re del pollaio anche se poi sotto sotto trova sempre il modo di ottenere quello che vuole con astuzia felina (ma non si fa prima a dirlo chiaramente quello che si desidera?)
5) deve fare il gesto di pagare lei anche se sa che poi pagherà lui
6) deve mostrarsi ignorante ma curiosa dei seguenti argomenti: campionato di calcio, film d’azione, play station, codice da vinci, automobili, razze canine e soprattutto farsi spiegare i dettagli esibendo viva attenzione: “scusa ma non ho mai capito una cosa: da cosa si capisce quando un giocatore va in fuori gioco?” e giù ad annuire alla spiegazione tipo cane ciondolante da cruscotto, evocando quel tipico movimento della capoccetta di fronte al quale ogni uomo va immancabilmente in stato di ipnosi e in un nanosecondo ha già le brache calate e la dignità sotto i tacchi di lei
7) nel sesso? deve lasciar fare all’uomo, cosa peraltro facilissima da eseguire, perché quando bisogna che una donna prenda l’unica iniziativa che le sia concessa il maschio assume generosamente l’ormai classica posa da pompa: supino, mani dietro la nuca e sguardo che si sposta ripetutamente dagli occhi di lei al trepidante beneamato sull’attenti.
L’Uomo, per sedurre a botta sicura:
1) deve fingersi elastico ma mostrarsi sempre sicuro di sé, rimanere sulle sue opinioni anche quando è palesemente in errore, essere cioè abile nella dialettica e non ammettere mai e poi mai: “cacchio è vero, ho detto una cazzata”, sennò la virilità va a farsi benedire e una donna ci mette zero a pensare che sei un gay latente
2) non deve mai dare per scontato di aver conquistato una donna ma tenerla sempre bene d’occhio perché come ti distrai un attimo quella è già andata via col negro la troia (grazie Vasco)
3) deve condurre il gioco, stabilendo dove, come e cosa fare, il tutto senza tentennamenti di sorta, insomma: togliere la donna da qualsiasi tipo di imbarazzo decisionista, lei in cuor suo gliene sarà grata e presto saprà ripagarlo di tutta questa fatica del cazzo
4) deve evitare a tutti i costi di dire cose banali e sicuramente già dette, anche se le pensa e le sente con tutto sé stesso
5) deve insistere e pagare lui anche se l’interpretazione di lei è talmente verosimile che pare proprio si offenda a non pagare la sua parte: che stracciacoglioni quelle che insistono!
6) deve formulare complimenti mirati sull’abbigliamento, notare la nuova acconciatura di capelli o quell’accessorio trendy intonato alle scarpe, ma senza dare troppa importanza alla cosa, giusto un accenno per poi subito ritirare la mano: come per magia ecco le vanitose gattine sbavare per averne ancora e ancora
7) nel sesso? Deve essere Chuck Norris
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Queste sono solo alcune delle innumerevoli e meravigliose dritte del Teorema della Seduzione, perché non voglio togliervi il piacere, in zona commenti, di arricchire la lista e deliziarmi a vostra volta! La casistica di minchiate è infatti talmente vasta che se ne potrebbe fare un blog a sé e non esaurire l’argomento per un paio d’anni.
Quello su cui però desidero soffermarmi è la grande menzogna alla base del teorema di cui sopra, perché il povero Marco Ferradini lo avrà pure cantato chiaro e tondo, e saremo pure tutti bravi ai falò e in parrocchia con la chitarrina a cantare a memoria la canzone, ma mai nessuno che rifletta su cosa significa all’atto pratico nel proprio atteggiamento sentimentalerotico. Siamo tutti bravi a parole e a canzoni, ma finiamo sempre con l’indossare e sfoggiare un ruolo fasullo e all’ultima moda pur di non rischiare sulla nostra nuda pelle e sulle nostre sensazioni autentiche. Cari teoreti del rimorchio: la seduzione è improvvisazione, e non una serie di mosse della partita che potrebbe far vincere la scopata che azzera il contatore dei giorni, mesi o anni trascorsi dall’ultima trombata. La seduzione è un assolo jazz, non un ritornello pop. La seduzione è a pieno titolo un’ARTE, e cioè un concentrato di VITA, dove la vita è qualcosa di unico, irripetibile e, soprattutto per quanto riguarda noi animali, di profondamente emotivo e umorale. L’arte è rara e preziosa solo perché l’essere umano è pigro e inetto, solo perché ogni giorno preferiamo adagiarci su abitudini e schemi prestabiliti, farci rassicurare da regole di cui dimentichiamo troppo facilmente la convenzionalità, piuttosto che correre il rischio di sbagliare con la nostra testa, di essere derisi, di provare imbarazzo, vergogna, dolore.. tutte cose che sono e saranno sempre e comunque inevitabili. L’arte se non fosse per noi umani sarebbe ovunque in ogni momento.
Arrivando dunque finalmente all’arte di sedurre, la domanda sorge spontanea: come si può credere che basti inanellare una serie di gesti premeditati per conquistare il genuino desiderio altrui? Come è possibile che non sia ovvio che quando ci si riesce su queste basi non si tratta di seduzione ma di un pessimo esempio di teatro in cui nessuno è quel che vuol sembrare? Conquistare qualcuno seguendo un qualsiasi tipo di regola o teoria è triste, perché l’eventuale attrazione che ne scaturisce non si basa su quel che si è, ma su un gioco delle parti in cui non siamo noi come persone uniche e irripetibili ad incontrarci, ma i nostri rispettivi travestimenti. E se è vero come dice Pirandello che se date una maschera a qualcuno vi dirà la verità, la seduzione che nasce da queste premesse è sì un incontro, ma di fifoni, complici e rei di mutua codardia del vivere.
E allora basta con le pantomime dell’adescamento, con le femminucce che dicono no quando vogliono dire sì e i maschietti che si lasciano intrigare da queste ambiguità costruite a tavolino. L’ho già detto e non mi stancherò mai di dirlo: la miglior comunicazione e il miglior sesso parlano col corpo che, al contrario della mente, non mente mai! Quindi, invece di farci incartare da questi tranelli dell’ego, da queste trappole per conigli, spegniamo il cervello e guardiamoci dritti negli occhi, col coraggio di essere quello che siamo e di sentire quello che sentiamo: se la cosa funziona ben si venga assieme, al contrario sarà un due di picche di tutto rispetto, perché non avremo barato, e pagheremo il debito di gioco con la vita con la dignità di chi non gioca per vincere sugli altri ma per il gusto di giocare, senza il falso vantaggio di questi miserrimi bluff. E non vi passi neanche per la testa di provare a sostenere che senza strategie la seduzione perde il fascino del mistero perché allora mi incazzo sul serio: il mistero della seduzione non è nella verità dietro la menzogna, nel volutamente nascosto dietro la maschera, ma nella sostanza che non riusciremo MAI ad afferrare di qualcuno che inspiegabilmente ci attrae, per quanto trasparente possa essere e per quanto a lungo siamo capaci di osservarlo senza stancarci. Non c’è nessun motivo di mentire e barare, perché l’attrazione è di per sé un mistero meravigliosamente insondabile.